Le carte del geografo di Orazio Martinetti e Michela Daghin Moby Dick 19 aprile 2015 RSI

Dagli anni ’60 in poi, prima con l’autostrada e poi con i cantieri di AlpTransit, il Ticino ha mutato pelle. A queste profonde incisioni nella sua fisionomia si è poi aggiunta una febbrile attività edilizia, alimentata dal Sonderfall elvetico nel contesto europeo e dalla necessità, per il mercato internazionale, di dirottare i capitali d’incerta provenienza verso investimenti sicuri e redditizi.

La politica ha spesso sottovalutato le conseguenze sociali e paesaggistiche di una crescita che ha assunto tratti tumultuosi. Molti comuni hanno ignorato gli allarmi provenienti dalle associazioni dei cittadini e dagli specialisti più sensibili alle sorti del territorio: architetti, pianificatori, urbanisti, geografi non hanno trovato ascolto, oppure sono stati bellamente ignorati dalle autorità comunali sedotte dalle magie e dalle promesse del mattone.

Quale sarà il volto della regione tra qualche anno? Sarà possibile arrestare l’avanzata del cemento e dell’asfalto? Riusciranno gli specialisti ad aprire una breccia nel muro dell’indifferenza? A questi interrogativi cercheranno di rispondere Antonella Steib-Neuenschwander, geografa e pianificatrice, Paolo Crivelli, docente e geografo, e Ruggero Crivelli, professore al Dipartimento di geografia all’Università di Ginevra.

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