“Ticino. Paesaggio e patrimonio”, un’originale pubblicazione sul Ticino frutto della collaborazione tra GEA-associazione dei geografi e la Société de Géographie de Genève

GEA paesaggi territori geografie

L'organo di informazione di GEA è la pubblicazione semestrale: "GEA paesaggi territori, geografie" (denominata in precedenza: InfoGEA) che esce a febbraio e a settembre e propone approfondimenti, segnalazioni bibliografiche, indicazioni su manifestazioni ,convegni e possibilità di formazione.

GEA paesaggi territori geografie viene pubblicata anche sul sito www.gea-ticino.org

Redazione a cura di Claudio Ferrata, Adriano Merlini e Michele Pancera. Grafica e impaginazione di Silvia Camponovo Merlini.
Contatti : claudio.ferrata@bluewin.ch tel: 091 9668573 (alcune indicazioni per gli autori di articoli)

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    buona lettura!


InfoGEA 1febbraio 1996
InfoGEA 2, settembre 1996
InfoGEA 3, gennaio 1997
InfoGEA 4, settembre 1997
InfoGEA 5, gennaio 1998
InfoGEA 6, settembre 1998
InfoGEA 7, gennaio 1999
InfoGEA 8, settembre 1999
InfoGEA 9, gennaio 2000
InfoGEA 10, settembre 2000
InfoGEA 11, gennaio 2001

GEA paesaggi territori geografie 12 settembre 2001
GEA paesaggi territori geografie 13 gennaio 2002
GEA paesaggi territori geografie 14 settembre 2002
GEA paesaggi territori geografie 15 gennaio 2003
GEA paesaggi territori geografie 16 settembre 2003
GEA paesaggi territori geografie 17 gennaio 2004
GEA paesaggi territori geografie 18 settembre 2004
GEA paesaggi territori geografie 19 febbraio 2005
GEA paesaggi territori geografie 20 settembre 2005
GEA paesaggi territori geografie 21 settembre 2006
GEA paesaggi territori geografie 22 aprile 2007
GEA paesaggi territori geografie 23 aprile 2008
GEA paesaggi territori geografie 24 settembre 2008
GEA paesaggi territori geografie 25 febbraio 2009


Ticino. Paesaggio e patrimonio, numero speciale di Le Globe (Tome 147-2007) e di GEA-paesaggi territori geografie (numero 23-2007), edito da GEA-associazione de geografi (Bellinzona) e dalla Société de Géographie de Genève, 160 pp.

Il numero speciale di GEA e di Le Globe, che viene distribuito gratuitamente ai membri delle due associazioni, può essere ordinato telefonando allo 091/966 85 73 (fr. 20) o con un mail a info@gea-ticino.ch. È pure in vendita anche presso le principali librerie del cantone.

Per informazioni: 091/966 85 73

Non è la prima volta che le due società geografiche collaborano, ma questa volta si è deciso per un numero unificato delle rispettive riviste. Il volume propone una lettura variegata della ricchezza paesaggistica del Ticino. Dalla lettura dei diversi articoli redatti da studiosi di geografia umana e , ma anche da storici (in particolare legati al Laboratorio di storia delle Alpi che si inserisce nella struttura dell’Accademia di architettura di Mendrisio), che operano in Ticino e a Ginevra, emergono le peculiarità del patrimonio paesaggistico ticinese. L’immagine riprodotta sulla copertina, un manifesto di Daniele Buzzi del 1940, presenta una bella veduta a volo d’uccello costituita dalla composizione di elementi diversi: il monastero della Madonna del Sasso che svetta dalla sommità della collina, le ortogonalità del quartiere nuovo di Locarno e le acque azzurre del lago Maggiore. Si tratta di una bella sintesi di quegli elementi naturali e culturali, ma anche di sguardi e di simboli, che compongono il paesaggio del sud delle Alpi.
Nella pubblicazione che unisce le riviste GEA paesaggi territori geografie e Le Globe. Revue genevoise de géographie questo paesaggio viene descritto attraverso approcci e sguardi diversificati. Per esempio attraverso lo sguardo del geografo libertario Elisée Reclus che nell’aprile del 1873 osservava il golfo di Lugano dalle pendici del Monte San Salvatore. Lo presenta Ivano Fosanelli partendo da un documento inedito. Considerando l’idea di lago, di giardino, di “aria che guarisce” e di “teatro del paesaggio”, Claudio Ferrata analizza poi le modalità attraverso le quali l’immagine turistica del Ticino si è costituita. Analizzando alcuni dipinti medioevali, Simona Boscani-Leoni restituisce la territorialità del mondo agrario preindustriale. Passando poi al paesaggio come realtà materiale prodotta del lavoro dell’uomo Silvio Guindani rammenta il valore e il ruolo della civiltà della vite e del castagno e Paolo Crivelli discute della valorizzazione dei beni patrimoniali illustrando le specificità dell’approccio del Museo etnografico della Valle di Muggio. Luigi Lorenzetti propone poi un’analisi delle migrazioni interne ed esterne e delle dinamiche demografiche del Ticino a cavallo tra il 1860 e il 1910. Infine, uscendo dai confini delle terre ticinesi, ma non da quelli dell’italianità, Gianni Hochokofler analizza la sensibilità geografica di Primo Levi di cui, tra l’altro, si è appena commemorato il ventesimo anniversario della scomparsa.
Questo numero della rivista, con articoli in francese e in italiano, costituisce anche uno dei primi passi di quella Nuova geografia del Ticino che il comitato di GEA aveva preconizzato in occasione del decennale dell’associazione ticinese e che, con questa opera, inizia a configurarsi come un percorso caratterizzato da differenti momenti e che non mancherà di mostrare i diversi volti del territorio cantonale e delle territorialità che esso esprime.


"Il senso dell'ospitalità. Scritti in omaggio a Eugenio Turri"

a cura di Claudio Ferrata

Collana "Studi, Testi, Commenti"
Edizioni Casagrande
2006 - pp.160 - ISBN 887713478x - Eu 21.00 - CHF 35.00

Sulla vita e il lavoro del grande geografo e viaggiatore italiano Eugenio Turri. Sguardi incrociati da cui emergono alcune costanti: il viaggio, il paesaggio, la metropoli, la fotografia e la narrazione.

“Per i geografi di lingua italiana iniziatisi al mestiere tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, e per quelli arrivati dopo, Eugenio Turri ha sempre e anzitutto significato libertà, cioè indipendenza dai vincoli accademici, dunque autonomia di giudizio e d’indirizzi di ricerca. Il che faceva di lui, proprio in quanto esterno rispetto alla corporazione, una delle figure più autorevoli, seguite e in qualche maniera invidiate: non vi era allora nessun altro, tanto meno tra coloro che provenivano come Eugenio da una formazione cartografica o naturalistica, in grado di mobilitare nel proprio discorso l’ampiezza dei riferimenti critico-umanistici (da Lévi-Strauss a Eco, da Edgar Morin a Cesare Brandi, da Merleau-Ponty a McLuhan a Elemire Zolla) che ad Eugenio riuscivano invece affini e congeniali, ma che il controllo disciplinare interno all’università provvedeva allora ad espungere accuratamente. Sicché prima e più di ogni altro sono allievi suoi, molti senza saperlo e comunque paradossalmente, tutti i giovani geografi che oggi mettono a frutto nelle diverse direzioni la piú grande libertà di linguaggio, procedendo a quel rinnovamento del discorso geografico e delle relazioni della geografia con gli altri saperi che fin dall’inizio ad Eugenio Turri più di ogni altra cosa è stato a cuore”. (Dalla quarta di copertina di Franco Farinelli, Università di Bologna)
Il volume raccoglie saggi di: Sophie Agata Ambrosie, Luca Bonardi, Federica Cavallo, Paolo Crivelli, Ruggero Crivelli, Claudio Ferrata, Gianni Hochkofler, Claude Raffestin, Tania Rossetto, Francesco Vallerani, Lucia Turri e Andrea Zanzotto.


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