N. 50 della rivista GEA: Il paesaggio ci guarda. Il Ticino come laboratorio paesaggistico
Versione pdf del numero 50 della rivista di Gea. Alla voce pubblicazioni trovate tutti i numeri della nostra rivista.
È uscito il n. 50 di GEA paesaggi territori geografie, la rivista semestrale di GEA-associazione dei geografi dal titolo “Il paesaggio ci guarda. Il Ticino come laboratorio paesaggistico: Atti della tavola rotonda, Lugano 11 ottobre 2025”.
In occasione del suo trentesimo compleanno, all’interno di un ciclo denominato I paesaggi della geografia, GEA – associazione dei geografi ha proposto diversi momenti di riflessione passando dalla fotografia, alle tematiche legate alla storia del clima, alla storia urbana e, naturalmente, mettendo in evidenza la questione del paesaggio. L’evento maggiore del ciclo è stato il convegno Il paesaggio ci guarda. Il Ticino come laboratorio paesaggistico che ha avuto luogo l’11 ottobre presso la Biblioteca Salita dei Frati di Lugano.
Il tema del paesaggio non è certamente nuovo per GEA – associazione dei geografi, si tratta infatti di uno dei principali centri di interesse e di studio della sua attività.
Sono diverse le pubblicazioni e le manifestazioni pubbliche che l’associazione ha dedicato a questo tema. Al volume del 2006 Il senso dell’ospitalità realizzato in occasione della scomparsa di Eugenio Turri, hanno poi fatto seguito due convegni. Il primo, tenutosi a Balerna nel 2009, dedicato al tema Paesaggio senza memoria?. Nel corso della giornata di studio ci si era interrogati sul “perché e come tutelare il patrimonio” (gli atti sono poi stati pubblicati nel 2011).
Il secondo convegno si è tenuto presso il Monte Verità di Ascona nel 2012 ed è stato dedicato al tema Paesaggio senza identità?. In questa occasione si è discusso della geografia quale strumento del progetto locale (atti del 2014).
Oltre a ciò, la rivista, programmaticamente denominata GEA paesaggi territori geografie, ha dedicato molte delle sue pagine alla questione del paesaggio. Tra i numeri pubblicati vi è anche una edizione in italiano e francese frutto di una collaborazione e di una coedizione con Le Globe, la rivista della società di geografia di Ginevra dal titolo Tessin. Paysage et patrimoine / Ticino. Paesaggio e patrimonio (n. 23/2007).
Questo cinquantesimo numero è l’ultimo della serie. Ma con la fine della rivista cartacea, GEA – associazione dei geografi non ha rinunciato agli approfondimenti tematici. Nel 2024 ha infatti inaugurato gli e-paper di GEA, una pubblicazione semestrale in formato digitale consultabile su sito dell’associazione. Sono già stati realizzati tre numeri.
Veniamo ora ai contenuti del convegno. Non c’è stato altro concetto che abbia saputo mobilitare tante risorse in campi così diversi come quello artistico, letterario e scientifico, che sia stato utilizzato come strumento di analisi territoriale, nella prassi e nella politica del territorio. Il paesaggio si trova ora coinvolto in situazioni molto varie: dalla protezione dei siti alla pianificazione del territorio, nei progetti immobiliari e di marketing territoriale, nell’economia del turismo e nello sviluppo locale, ha anche assunto significativi contenuti identitari e ideologici. Il titolo Il paesaggio ci guarda indica la prospettiva scelta per il convegno. Infatti, il paesaggio non è un semplice oggetto che si offre al nostro sguardo in modo passivo come abbiamo sovente ritenuto, ma è coinvolto in molte delle nostre azioni. Più che pensarlo come un oggetto inerte, dobbiamo immaginarlo come un’entità attiva attraverso la quale portare in avanti i nostri progetti. Inoltre, per la sua “scoperta”, per la varietà dei suoi contesti ecologici, per la sua storia, per i conflitti che si presentano sul territorio, il paesaggio del Ticino può essere visto come un grande laboratorio che permette alla teoria di confrontarsi con una realtà.
A che punto è la teoria del paesaggio? Come è cambiato il paesaggio ticinese e come cambierà? Quale senso preciso può essere attribuito a un’idea di conservazione “innovativa” del paesaggio?
Queste sono alcune delle domande alle quali la tavola rotonda ha tentato di dare risposta. Anche grazie al confronto con i partecipanti e le partecipanti, la giornata di studio è riuscita a individuare alcune piste per rispondere a queste domande. In un mondo condizionato dalle grandi sfide, ci si è posti alcuni interrogativi e si è cercato di dare un contributo alla ricerca di soluzioni per affrontare i problemi del nostro territorio. Il convegno ha poi volutamente scelto di coinvolgere studiosi e ricercatori della Svizzera italiana che gravitano nell’area di GEA. Un modo per valorizzare il grande lavoro svolto dai membri di un’associazione che, nel corso degli anni, ha saputo rinnovarsi e lasciare spazio ai giovani, seguendoli nelle loro ricerche e coinvolgendoli nelle sue attività.
Questa raccolta inizia con il contributo di Claudio Ferrata intitolato Le mosse del paesaggio. Egli ha offerto ai partecipanti un momento dedicato allo stato dell’arte in materia di paesaggio presentando alcune chiare riflessioni su un concetto molto aperto e sul modo in cui esso viene coinvolto nei nostri progetti. Con il suo intervento intitolato Il paesaggio come patrimonio. Il Ticino tra rischio e necessità Paolo Crivelli ha poi coniugato la sua conoscenza del territorio e il suo vissuto personale portando i partecipanti all’interno di un percorso che ha affrontato i temi della tutela e dell’azione. Stefano Agustoni ha in seguito proposto Uno sguardo verso il domani. Prendendo spunto dagli spazi funzionali presenti nel modello territoriale del Piano direttore cantonale, egli ha illustrato le caratteristiche delle diverse tipologie di paesaggio, per poi concentrarsi sugli impatti del cambiamento climatico. Come i precedenti relatori, ha menzionato alcuni interventi virtuosi realizzati negli ultimi decenni, quali ad esempio il Parco del Laveggio, gli interventi nella Valle di Muggio e il progetto di ricucitura del paesaggio avviato da poco in Valle Bavona. Roberto Mossi, collaboratore scientifico dell’Ufficio natura e del paesaggio del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino, ha presentato la Concezione paesaggistica cantonale e ha mostrato come, grazie a queste linee guida, le autorità cantonali potranno affrontare i loro progetti a favore del paesaggio. Marcello Martinoni ha proposto una sua riflessione conclusiva evidenziando Lo sguardo del paesaggio. Infine Carlo Ferrara nell’appendice ha messo a disposizione alcune note bibliografiche Per uno studio del paesaggio ticinese.
Antonella Steib Neuenschwander

