Pensare il dopo. Note per una geografia delle catastrofi
Martedì 12 maggio 2026 alle ore 18:30 presso la Biblioteca cantonale Bellinzona in Viale Stefano Franscini 30A.
I media diffondono quotidianamente immagini di distruzione e di abbandono. Le guerre portano con sé, oltre che un numero elevatissimo di vittime, una scia di macerie e una distruzione degli insediamenti, cui si affianca l’annullamento di quel particolare legame che le collettività tessono con i luoghi. Altri episodi distruttivi estremi sono legati alle catastrofi cosiddette ‘naturali’ con tragiche conseguenze sugli insediamenti e sulla vita quotidiana di chi vive in quei territori. Nell’intervento di Claudio Ferrata le catastrofi sono invece presentate come l’incontro tra le cause geofisiche e un contesto sociale che sovente porta grandi responsabilità. D’altro canto, l’anniversario dei quarant’anni dall’incidente nucleare di Černobyl’ del 26 aprile 1986 permette di riflettere su un esempio di distruzione che ha inciso a lungo nella vita dell’essere umano e sul paesaggio, come testimoniano le immagini di Marco Cortesi, raccolte nel suo libro fotografico Whiteness in Černobyl’ (2024) e presentate in biblioteca.
Relatori
- Claudio Ferrata, geografo, membro del comitato direttivo di GEA – associazione dei geografi
- Marco Cortesi, geografo e fotografo, membro del comitato direttivo di GEA – associazione dei geografi
- Modera: Paola Piffaretti, Biblioteca cantonale di Bellinzona

